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Dove, non servono parole
Amore,
la forza, che può esser
destino,
giudice, del tuo cammino,
avanzarti il passo,
o, bloccarti per sempre,
trasformandoti in pazzo.
Potrà, farsi
ascoltare,
o sfuggirti nel nulla,
nella tomba del silenzio.
Calcare con te,
l’arcobaleno,
o, oscurare il sereno.
Prender le vesti,
di gioia divina,
o, di strega assassina.
Nell’infinità d’un
istante,
stonarti, del tuono,
di un t’amo amato,
voluto e cercato,
dove, hai imparato,
a esser un pò folle,
per amore d’amare.
Salvatore Siciliano
Ciò che si fa per amore
lo si fa sempre al
di là del bene e del
male.
Friedrich Wilhelm
Nietzsche
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Nel riflesso di Sirio
Perché, ovunque ride un
uomo,
un altro starà
piangendo…
La felicità, è
oltre, un breve
sorriso.
Come, un fulmine, unisce il
cielo al suolo,
l’amore, lega tutti noi.
E i nostri cuori, come sabbie
mobili,
non si lasciano, camminare
sopra,
mentre, vorremmo, solo un
istante,
per gustare, il sapore
pungente,
dell’ essere amati.
Io, so, di voler sorridere,
perché, ho visto
piangere.
Come una lacrima allora,
nasce, dalla sua
congiuntiva,
per spegnersi sul viso,
io vorrei, morire,
toccando il fondo,
senza volerne risalire.
Nelle, milleuna stelle della
notte,
forse, brilla la mia,
dietro, ancora senza una
scia.
Ma le meteore,
han bisogno di tempo,
per farsi vedere.
Laddove però, folgorano
il cielo,
lascian la nostalgia,
del loro passaggio.
Io, vorrei, esser cometa,
ma non morire mai,
se non spegnermi nel fiato,
di chi mi amerà.
Salvatore Siciliano
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Per te che verrai
Come,
profumo, di fiori
d’arancio,
sii per me, come la luce di
Sirio,
travolgimi vento del Nord,
un blocco di ghiaccio,
eterno,
nel tuo morbido abbraccio.
Conducimi, oltre ogni
galassia,
sfamami, come nettare di
miele,
ninnami, la tua dolce
melodia.
Sarà, come l’incontro
delle acque,
due piccoli corsi,
che si fondono,
daranno vita,
al più maestoso dei
fiumi.
Avevo, il cuore in catene,
paralizzato da un dolce
ricordo,
adesso affrancato,
dopo aver schermito,
l’affondata letale,
cerca, nuova omeostasi,
in un nuovo bacio.
Salvatore Siciliano
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Kissing
Spasmi soavi,
donati allo spirito,
dallo struggersi di labbra,
in un bacio infuocato,
che risucchia via,
dal profondo dell’intimo,
l’alito che hai,
tramutandolo,
in roboante mormorio.
Palpiti,
intrisi di magia,
suggellante idillio,
del congiungersi di due
sguardi,
fuoco agghiacciante,
prosciuga l’anima,
chiudi gli occhi,
e sigilla nel petto,
un secondo inebriante.
Strappa,
qualche istante,
di affetto fiammeggiante,
e svela,
l’incanto di amare.
Salvatore Siciliano
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